Sono felice tu abbia trovato il mio piccolo angolo nel web perché probabilmente sei anche tu un autore!
E probabilmente stai cercando un aiuto per affinare la tua scrittura.
Se su questo sito non trovi quello di cui hai bisogno, non esitare a contattarmi: sono sicura che ci sia un modo in cui posso aiutarti.
Se prima di decidere vuoi sapere qualcosa in più su di me, lascia che mi presenti.
Le storie possono davvero cambiare la vita.
Lo so perché è successo a me. Più di una volta.
Ed è stato proprio uno di quei cambiamenti a farmi diventare autrice.
Come tutte le storie che meritano di essere raccontate, anche la mia comincia con un piccolo “trauma” infantile.
Da bambina avevo paura del buio.
Avevo talmente paura che non mi addormentavo mai con la luce spenta. Sempre, era mia madre a spegnerla quando ormai dormivo. Temevo che, se l’avessi spenta io, creature spaventose sarebbero emerse dal pavimento o sbucate dagli angoli della stanza.
Un giorno, la maestra ci diede da leggere ad alta voce un racconto.
Poiché ero tra le lettrici più brave, mi chiese di iniziare con i primi paragrafi.
Quanto il bambino successivo cominciò lentamente a leggere il seguito… io proseguii da sola molto più velocemente.
Dovevo sapere come finiva quella storia.
Perché, vedi, era stata scritta per me.
Parlava di un bambino che aveva paura del buio.
Non dormiva mai con la luce spenta.
Ma una notte la lampadina si fulminò e si ritrovò immerso nell’oscurità.
Una creatura sovrannaturale apparve.
Un cavaliere, splendente nella notte, in sella a un cavallo magico!
Il bambino restò a bocca aperta, soprattutto quando il cavaliere lo invitò a salire sul cavallo con lui.
Insieme volarono nel cielo, alla scoperta di luoghi meravigliosi e magici che il bambino non avrebbe mai immaginato.
Quando arrivò l’alba, il cavaliere lo riportò nel suo lettino.
«Ti rivedrò ancora? Tornerò in quei posti?» chiese il bambino.
«Sì,» rispose il cavaliere, «ogni volta che spegnerai la luce.»
Quella notte spensi la luce da sola. Non ebbi mai più bisogno che fosse mia madre a farlo.
Ovviamente, all’epoca non sapevo di aver appena scoperto il potere delle storie.
Quel potere magico che le rende capaci di entrare dentro di te e cambiare qualcosa, in meglio.
Eppure, anche se non sapevo dirlo a parole, credo che in fondo, in qualche modo, lo avevo già capito.
Perché quello ch
Quello stesso anno, la mia insegnante — grande amante delle storie — ci lesse il libro scritto da una sua collega. Parlava di un bosco magico minacciato da un mago oscuro.
La maestra aveva assegnato a ciascun alunno un personaggio, e ogni bambino era responsabile delle azioni e dei dialoghi del proprio personaggio (in pratica, un gioco di ruolo).
Ne rimasi folgorata!
Quei bambini, della mia età, avevano scritto una storia?
Una storia che non solo era magica di per sé, ma parlava anche di magia, con maghi oscuri, animali parlanti e fiumi argentati!
Se loro ci erano riusciti… forse potevo riuscirci anch’io!
Imitando quella storia che avevo tanto amato, scrissi la mia prima.
Poi la seconda.
Poi un’altra… e un’altra ancora… e poi… e poi…
Quanto tempo ci vuole per imparare l’arte del raccontare storie?
Sarò molto sincera: una vita intera.
Non ho ancora finito io stessa!
Se questo ti sembra spaventoso o scoraggiante, prova a guardarlo da un’altra prospettiva: pensa a un viaggio che non finisce mai. Ogni nuova tappa è una scoperta. Anche se viaggi per tutta la vita, non ti troverai mai esattamente nello stesso punto.
Come ti fa sentire questa idea?
Non avere paura di entrare in contatto con le tue emozioni: sono una parte fondamentale del rapporto tra te e le tue storie.
Alcuni autori preferiscono avere il pieno controllo della storia.
Amano pianificare tutto nei minimi dettagli, avere una struttura rigida, e promuovere i loro libri con lo stesso approccio.
Hanno un calendario editoriale preciso e costruiscono le loro storie (e le loro serie) in modo metodico.
Te lo dico con onestà: è un metodo molto efficace per costruire un’attività di scrittura redditizia.
Se il tuo obiettivo principale è generare guadagni in fretta, questa è la strada migliore da percorrere.
Ma se è questo ciò che cerchi, temo che questo non sia il posto giusto per te.
Ti invito a cercare un coach che segua e insegni questo tipo di percorso narrativo.
Io credo fermamente che ognuno possa trovare la propria strada verso il successo.
Semplicemente, io preferisco puntare sull’impatto, non sull’efficienza.
Non mi spaventa aspettare un po’ di più o sperimentare un po’ di più, se questo mi permette di scrivere storie capaci far evaporare le paure dei bambini, e i dubbi e le insicurezze degli adulti.
Voglio essere quell’autrice che riesce ad affascinare un bambino al punto da fargli spegnere la luce da solo, per la prima volta.
Queste storie richiedono più della semplice efficienza.
E se è questo il tipo di viaggio che cerchi, sarò felice di accompagnarti.
La risposta breve è: sì, certo che si può!
Credo che il talento esista — ma sia molto raro.
Penso che molti di noi abbiano un dono per le storie.
Ma anche chi ha talento o un “dono” non andrà molto lontano se non si impegna davvero a imparare l’arte del narrare.
Raccontare storie è un mix tra caratteristiche che possediamo naturalmente e competenze che scegliamo consapevolmente di sviluppare.
Le proporzioni cambiano da autore ad autore, ma non scriverai mai una storia capace di tenere i lettori svegli la notte, o di farli portare il tuo libro ovunque sperando di trovare dieci minuti per leggere ancora qualche pagina, se ti manca completamente anche solo uno dei due elementi.
Certo, nessuno può cambiare ciò che hai dentro per natura —
ma puoi sicuramente trovare qualcuno che ti aiuti a sviluppare la tua padronanza della narrazione.
Se pensi che potremmo essere un buon abbinamento, scrivimi. Parliamone.